I 100 "sintomi"
dei rapimenti alieni
Anteprima



Introduzione

Premessa
Appassionata da anni del fenomeno abduction, ho scritto questo documento perché molte volte mi sono trovata a rispondere a domande di addotti che mi chiedevano la causa di certe loro esperienze, o di segni fisici che si erano ritrovati, di fobie, oppure di comportamenti avuti che consideravano assai bizzarri... Venivano da me non sapendo proprio da che parte andare a parare per avere le risposte che gli servivano. Se è vero che certe informazioni sono ampiamente riportate nella letteratura sull'argomento infatti altre restano ai margini, e non è semplicissimo venirne a conoscenza, essendo contenute in libri non ristampati da tanto in Italia, oppure disponibili solo in inglese. In genere poi si trovano distribuite nei racconti che gli autori fanno dei casi che hanno seguito, e non tutte insieme come qui. Personalmente reputo sia molto importante invece fornire materiale di facile consultazione affinché un soggetto capisca che cosa gli è successo: comprenderlo è il primo gradino per affrontare la situazione. Un altro frangente in cui ci si trova a cercare quali vicissitudini caratterizzano la vita degli addotti è quello in cui si cerca di decidere se si può esserlo in prima persona, oppure quando si stanno raccogliendo informazioni per dare una mano a qualcun altro a comprendere se lo è. Seguono appassionati dell'argomento o semplici curiosi, che troveranno certo interessante ciò che ho scritto, ma mi preme sottolineare che io questo documento l'ho pensato principalmente per chi ha a che vedere da vicino col problema, e cerca di capire “che cosa è successo”. Ho spiegato tutto in maniera estesa, e come se avessi avuto davanti una persona che partendo da zero doveva essere in grado di comprendere i concetti fondamentali sui rapimenti alieni. Qui e lì ho cercato di dare qualche consiglio personale derivante dalla pratica sul campo, ed un po' di supporto morale. Quest'ultimo è importante perché so benissimo che i libri sulle adduzioni sono impegnativi da leggere, alcune persone si spaventano ed abbandonano dopo le prime pagine, rimandando l'affrontare il problema di anni, per poi dirsi a tempo debito: “Ci avessi pensato prima... non avrei vissuto mezza vita spaventato da questi esseri”. Consapevole di ciò, non ho inserito appositamente nel testo nessuna immagine che potesse scatenare reazioni di panico nei miei lettori. All'inizio troverete alcune domande e risposte che delineano un quadro
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generale del fenomeno, successivamente 100 esperienze o segni caratteristici di chi lo vive in prima persona, estrapolati tra quelli che ritenevo più significativi. Ho spiegato tutto: dai fattori fisici, a quelli psicologici, alle paure ricorrenti, a bizzarrie che si notano nell'ambiente... L' ottica in cui ho svolto questo lavoro è quella di chi si augura che il lettore che si rispecchia nel problema voglia anche liberarsene. Pure chi decida di continuare ad essere addotto troverà molte informazioni utili a capire ciò che sta vivendo, ma personalmente non auguro nemmeno al mio peggior nemico di restare a fare da burattino a questi esseri. Nessuno dei 100 punti che troverete elencati è farina del mio sacco, ma tutto l'ho appreso dai testi dei maggiori esperti di rapimenti alieni: il padre della materia, l'artista Budd Hopkins, che per primo studiò il fenomeno, il Professore di Psichiatria di Harvard John Mack, il Professore di Storia degli UFO Davis Jacobs, la scrittrice Karla Turner, un'addotta che cercava di capire cosa le stesse succedendo per aiutare se stessa e gli altri, ed il Professore di Chimica Organica Corrado Malanga1. In questo libro quindi troverete solo informazioni derivate da studi approfonditi su centinaia o migliaia di casi, portati avanti da persone serie. Del resto ormai materiale ne abbiamo in abbondanza: la ricerca sulle adduzioni va avanti dagli anni '60, e sono state accumulate montagne di dati ed un certo numero di teorie che cerca di spiegarle... Ci terrei a sottolineare che se gli autori che ho citato possono differire nelle loro opinioni riguardo ad altre parti della materia, concordano invece su quali segni ed esperienze caratterizzano e identificano un rapito. Molti fattori sono comuni, spiegati da tutti nel medesimo modo, ed altri anche se li ho trovati citati solo da uno di essi posso ritenere che non sarebbero smentiti dagli altri. Qualcuno può dire che gli alieni hanno bisogno del nostro DNA, un altro che vogliono controllare l'umanità per imporre in futuro il loro dominio sul pianeta, un terzo che desiderino la nostra anima per ottenere la vita corporea eterna ecc. ma che un addotto veda più UFO del resto delle altre persone, che abbia cicatrici, flashback... sono tutti d'accordo, all'unanimità. Quindi siamo ben sicuri: i “sintomi” dell'essere un rapito sono questi qui. Ho inserito anche molti esempi presi da ciò che negli anni gli addotti mi hanno raccontato personalmente, oppure inviato per diversi canali. In qualche caso ho messo una testimonianza video presente on line. Leggete anche queste esperienze mi raccomando, non sono scelte a caso: contengono informazioni utili. Ovviamente tutti gli esempi descritti sono anonimi, derivando ancora più svantaggi che vantaggi dal dichiarare pubblicamente la propria condizione di addotto. Del resto anche molti
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esperti che la faccia ce l'hanno messa, col loro nome e cognome, affermano:“Non mi ha aiutato né nella carriera e né nella vita personale la mia passione per lo studio delle abduction, anzi...”. Anche per questo mio documento, siamo sicuri, ci sarà chi avrà da ridire. Pazienza: sono una temeraria ed evidentemente ho già valutato che servisse a qualcuno più di quanto mi possano dar peso certe critiche. Visto che mi leggeranno addotti, mi preme fare un doveroso appunto anche sulla risoluzione del problema. Budd Hopkins è morto nel 20112, ed aveva annotato strategie davanti alle quali gli alieni si ritiravano, anche se purtroppo non era arrivato ad una vera e propria metodologia di liberazione completa e definitiva. Ma il padre della materia l'ha cercata con convinzione fino all'ultimo, ritenendo un sopruso quello che questi esseri fa cevano ai rapiti. “Non ce lo hanno chiesto se potevano farci queste cose, vanno fermati”, diceva. Il Professor Jacobs riflette che se il progetto alieno è tenuto segreto a rigor di logica dovrebbe esserci un modo a noi possibile per bloccarlo, altrimenti gli extraterrestri non si sarebbero dati così da fare per rendere inaccessibili alle vittime i ricordi dei rapimenti, e nascondersi come meglio gli riusciva, per primi proprio agli addotti. La Dottoressa Karla Turner nei primi anni '90 scriveva che vedeva diversi rapiti riuscire a porre fine alle ingerenze aliene nei loro confronti, e riteneva che ci fosse qualcosa nella specie umana che si stesse sviluppando per bloccare le adduzioni. Il Professor Corrado Malanga ha lavorato molto dagli anni 2000 sulle metodologie atte a conseguire la liberazione degli addotti. Sono migliaia le persone che affermano al momento di essersi liberate in Italia e nel resto del mondo. Mi sento di consigliare a chi si trovi coinvolto in simili vicende di non disperare, ma adoperarsi affinché l'ultima volta che è stato preso... resti l'ultima in assoluto. Forza e coraggio, si può fare. E mi fermo sull'argomento “liberazione”, trattando questo mio documento di un'altra parte del fenomeno. Altra premessa la faccio perché ho usato anche materiale del Dottor John Mack, che riteneva i rapimenti un modo per far evolvere l'umanità adoperato consapevolmente dagli alieni, e quindi non propendeva per volerli bloccare. Io personalmente invece credo, come gli altri 4 esperti che ho citato, che abbiamo a che fare con esseri (non demoni quindi, e nemmeno angeli) che ci usano per i propri scopi, utili solo a loro, e che la crescita di coscienza che molti avvertono sia un effetto diciamo “collaterale”. Ma John Mack era uno Psichiatra bravissimo, ed una persona assolutamente onesta, che quando ha trovato analizzando gli addotti dati che andavano in contrasto con le proprie teorie ha preferito cambiarle,
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affermando: “Questi soggetti non sono malati di mente, parlano di esperienze che hanno vissuto davvero”. Le pagine del Dottore su che prova un essere umano quando lo rapiscono gli alieni, sui traumi che si creano, sulle paure, su come cambia la visione del mondo di conseguenza, sono le più buone in assoluto che ho letto sull'argomento. Stando così le cose nel redigere questa mia ricerca ho utilizzato anche i suoi studi ritenendoli preziosi, se pur le sue conclusioni vanno in altre direzioni dalle mie idee e da quelle di molti altri esperti, ma davvero non credo che nessuno studioso dell'argomento avrebbe da ridire sulla sua analisi della psicologia dell'addotto. Pubblico questo libro nella speranza di dare una mano a chi vuole capire che cosa è successo nella propria vita, ed agli appassionati che magari conoscendo queste informazioni saranno utili nel loro cammino a qualcun altro, con la ferma convinzione che andare oltre la riflessione sulle mere proprie esperienze sia basilare per un addotto. Karla Turner diceva che se tutto quel che avesse saputo si fosse limitato solo a che viveva in prima persona si sarebbe fatta un'idea ben diversa del fenomeno, e nella propria ignoranza sarebbe stata molto più vulnerabile alle manipolazioni aliene ed alle illusioni che lei stessa poteva farsi sui rapimenti. Un grosso augurio a tutti gli addotti di trovare il coraggio di prendere in mano la propria vita.
Organizzazione delle informazioni
Impostando il lavoro per essere letto da chi parte da zero, ho cercato di spiegare tutto con una certa propedeuticità, fornendo prima il quadro generale in cui poi inserire i successivi “sintomi”. Ho iniziato rispondendo a domande del tipo: “Che cos'è un alieno? che cosa avviene durante un rapimento alieno? ma perché gli alieni farebbero questo? quanti sono gli addotti? quando iniziano e finiscono i rapimenti nella vita di un addotto?” ecc. Successivamente ho esposto i 100 fattori che spesso caratterizzano la vita di un rapito, presentando subito all'inizio quelle situazioni che sono ritenute maggiormente significative, e più diffuse, dagli esperti del fenomeno. Per questo non ho organizzato le informazioni strettamente per tipologia, come avrei potuto (es. per sintomi fisici, psicologici, nell'ambiente ecc.). Con le successive invece ho provato a raggrupparle per similarità. Ma era essenziale secondo me far leggere per primi i punti in cui un addotto generalmente si ritrova. Dico "generalmente" perché nella casistica si vede che i rapiti non sono positivi a tutti, uno per uno, i segni che si attribuiscono a chi ha vissuto queste esperienze, anche se ne troviamo abbastanza nelle
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loro vite da identificarli con sicurezza. Se il progetto alieno mira palesemente a cercare di non far accorgere il soggetto delle operazioni che su di lui si stanno eseguendo, è anche vero infatti che, non essendo infallibili questi esseri, nella pratica si ritrovano sempre piccoli e grandi “sintomi” del loro operato. Parlo di “sintomi” perché effettivamente è la parola che chi non conosce l'argomento più cerca quando vuole informazioni su che caratterizza un addotto. Per venire incontro a queste persone e fare recuperare in modo agevole il materiale, che è quel che più mi preme, uso tale vocabolo anche nel titolo del documento, ma mi interessa sottolineare altrettanto che non è un termine consono: gli addotti non sono malati, non c'entrano nulla le malattie. Veramente non mi piace nemmeno il termine "addotto" che, come dice il Professor Jacobs, marchia un soggetto attribuendogli qualcosa di “altro” rispetto alle persone comuni, quando in genere quelli di cui parliamo son individui normali, sani di mente, che studiano, lavorano, che hanno famiglie, e che non si riconoscono dall'esterno per qualche stigmate che hanno addosso. Senza sapere che affermano di essere dei rapiti chi li ha intorno non li identifica come addotti, né uno Psicologo o Psichiatra a cui si richieda di stilare un profilo psicologico trova anomalie ai test psicodiagnostici che valutano la sanità mentale, se non quelle derivanti dalla traumaticità dell'esperienza che vivono (la prova è ormai stata fatta moltissime volte). In pratica si tratta di soggetti che hanno solo la sfortuna di essere nati in una linea di discendenza dove il problema è presente da generazioni, ed anche se è vero che ci sono esperti di adduzioni che danno una lettura coscienziale di questo percorso, di sicuro i rapiti non sono da vedere come una categoria di super uomini o all'opposto appestati da scacciare. Personalmente eviterei quindi di ritenerli prescelti dagli dei, ma anche di usare la parola addotto come insulto, e purtroppo in Italia ho visto fare entrambe le cose, mettendo un ulteriore carico psicologico su ciò che già vivono questi soggetti. Diciamo che gli addotti sono persone che subiscono delle intrusioni aliene nelle loro vite, e si parla quindi propriamente di esperienze che dovrebbero per questo aver vissuto, e di segni fisici che possono riportare dai rapimenti. Mi preme specificare ai miei lettori anche un'altra cosa importante: la valutazione di positività al fenomeno viene sempre fatta su più informazioni, cercando di stilare un “quadro generale” potremmo dire, che acquista significato nel suo insieme. Vedere alieni intorno a sé una notte nell'addormentarsi, ad esempio, non esclude l'aver avuto realmente un'allucinazione ipnagogica3, e diventa significativo invece se si associa ad altri fattori.
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Assolutamente consiglio tutti gli esami medici e le visite che si ritenga utile fare, o che nel caso abbiano consigliato i Dottori. A tal proposito ho introdotto anche un appello a Psicologi e Psichiatri, affinché si informino dell'argomento e rendano più semplice agli addotti poter usufruire del loro aiuto, senza dover prima bypassare il terrore di sentirsi dare di pazzi, magari mentre sono in piena sindrome post traumatica da abduction, e non sanno davvero dove sbattere la testa. Chiudo il libro con indicazioni su come reperire materiale di approfondimento ai temi trattati: per ognuno degli esperti indico i testi di riferimento, un link ad una conferenza4, come trovare gli articoli in italiano che li riguardano, il sito ufficiale. Ho aggiunto anche qualche altra informazione su argomenti che ho citato e che ritenevo potessero interessare ai miei lettori, ad esempio ho indicato 2 testi che sono utili in caso di dislessia5: uno che mira a correggerla, l'altro che indica i metodi e gli strumenti di compensazione.
Gli esempi che ho utilizzato
Accanto alle spiegazioni punto per punto ho messo profusamente resoconti di addotti ed ex addotti che si riferivano a quel preciso argomento. Li troverete riportati in corsivo. Tutto quel che ho usato viene da esperienze realmente vissute. Alle volte ho scritto 1 solo rigo, estrapolando da che mi diceva il rapito solo la frase a tema, altre ho preferito mettere spezzoni di racconti più lunghi, che contenessero anche ulteriori informazioni, considerandole comunque utili a comprendere il quadro generale. Gli esempi vengono da una personale raccolta che feci per la mia tesi di laurea (dal titolo: “Uno studio sui soggetti che si dichiarano interferiti da esseri di altri mondi”, che prima o poi pubblicherò), oppure da interviste e da ulteriori documenti che ho successivamente continuato ad accumulare negli anni. Molti sono stati esposti senza alcuna modifica, su alcuni ho proceduto ad una correzione meramente grammaticale, altri ancora li ho un po' riformulati perché il soggetto non era avvezzo a scrivere, per renderli più comprensibili. Alle volte ho anche trascritto dialoghi che sono disponibili in video pubblici, perché mi sembravano utili a far capire bene cosa stavo spiegando, e nel caso ho indicato il video. Non ho utilizzato nulla di privato senza prima spiegare che avrei pubblicato quel che mi veniva consegnato, ma lo dissi di volta in volta, quindi per alcuni di questi racconti si risale a diversi anni fa. Sono tutti totalmente anonimi, ma se un soggetto che se ne riconosce come autore avesse cambiato idea, e non ne volesse più la
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pubblicazione, si faccia vivo e provvederò a levare il suo pezzetto da dove mi sarà possibile, ad esempio dalla versione e-book. Mi sento di ribadirlo perché la tranquillità di un addotto o ex addotto viene prima di qualsiasi cosa. Ma devo dire che in genere i rapiti sono persone che se possono dare una mano a far conoscere il problema si dimostrano gentili e disponibili. Anzi ci tengo a far sapere a chiunque mi abbia mandato materiale che lo ringrazio, maggiormente rispetto a se avessi fatto una ricerca in un altro ambito, perché so che non è facile parlare di questi argomenti.












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Note

1    È curioso come lo studio delle adduzioni si sia associato all'insegnamento: tutti e 5 gli esperti sono stati Professori. Karla Turner insegnò all'Università del Texas nell'area linguistica per più di 10 anni, Budd Hopkins in diverse Scuole d'Arte. Il ricercatore che per primo diffuse molte informazioni sui rapimenti alieni era un pittore e scultore rinomato, faceva parte di quella “Scuola di New York” che aveva reso la città un centro traboccante di creatività ed una capitale d'arte mondiale. Dagli anni 30-40 New York era diventata un polo d'attrazione per gli artisti che volevano rompere con la vecchia tradizione e sperimentare stili vicini alle più innovative tendenze europee: il cubismo, il bauhaus, il dadaismo, il surrealismo... Con la seconda guerra mondiale in Europa nelle loro creazioni si fa ancora più centrale la parte irrazionale ed oscura della natura umana, ed a molti piace leggere Jung e le sue teorie sull'inconscio collettivo. In questo clima di fermento creativo lavora Hopkins. Le opere d'arte del padre della materia sono ora esposte in maniera permanente in diversi musei americani.

2    Purtroppo anche Karla Turner ci ha lasciati nel 1996 per un tumore, ed il Dottor Mack nel 2004 è stato investito da un ubriaco, morendo poco dopo. Sulla scomparsa di ambedue aleggia il sospetto si sia trattato di ben altro che semplice fatalità, anche se la famiglia dello Psichiatra si dice convinta che invece la perdita del loro congiunto sia stata solo una sfortunata disgrazia, capitata senza alcuna premeditazione. David Jacobs e Corrado Malanga sono al momento in pensione, e portano avanti i loro studi. Lo storico ha 75 anni, continua a seguire addotti con passione, e si sta concentrando sull'analisi del piano extraterrestre di controllo dell'umanità e conquista del pianeta. Il programma alieno procede a tappe secondo il Professore, ed è arrivato al punto in cui ibridi del tutto simili a noi esternamente ma di mentalità aliena stanno cercando di farsi istruire dai rapiti per integrarsi nella nostra cultura. L'esperto italiano invece oggi ha smesso di fare l'operatore, e si occupa di accrescimento di coscienza e della descrizione dell'universo. Si è interessato di questi temi partendo proprio dallo studio delle adduzioni, abbandonandolo man mano che ne comprendeva la portata “coscienziale”. Visto l'argomento di questo testo tutte le informazioni che lo riguardano appartengono alla prima parte della sua ricerca.

3   L'allucinazione ipnagogica ed ipnopompica si ha quando un soggetto nell'addormentarsi o al risveglio ha una esperienza sensitiva assolutamente illusoria, per quanto a lui appaia reale, creata dal suo cervello. Se ne avete vale la pena dirlo al Medico e sentire che propone, alcune volte ho visto fare proseguire il paziente con controlli neurologici, ma in ogni caso di cui ho saputo com'è andata a finire le hanno sempre considerate “fisiologiche”, ed il soggetto se le è tenute, consapevole però che non si trattava di niente di che, tranquillizzandosi.

4    Ho badato che fossero attivabili i sottotitoli in italiano.

5    Assai comune tra gli addotti.








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Intervista all'autrice

Come ti è venuta l'idea di scrivere i 100 “sintomi” dei rapimenti alieni?!

Semplicemente all'ennesimo addotto che mi chiedeva che voleva dire una cosa che gli era capitata ho pensato che era assurdo non ci fosse già un libro che raccogliesse tutta la gamma di informazioni che abbiamo sui segni e le esperienze di chi è rapito dagli alieni, che prendesse dai maggiori esperti mondiali, partisse da zero, e fosse facilmente consultabile, tipo manuale. Se si va su un forum o una pagina fb dedicata all'argomento si vede come molti passano proprio per chiedere di cose che gli son successe, segni che si sono trovati addosso, di comportamenti strani che hanno avuto... Ho fatto un libro per queste persone, perché possano avere tutte le informazioni che ci sono già, ma sono sparse in molti libri, alcuni anche non tradotti, o non pubblicati da decenni. Comunque ho iniziato a scriverlo una sera di luglio scorso dopo che un addotta mi aveva chiesto una cosa che mi rendevo ben conto da trovare lei da sola sarebbe stata abbastanza difficile...


Che ti aveva chiesto?

Mi ha chiesto come mai si era alzata la mattina e stava ammattendo a cercare qualcosa ovunque per casa. Non riusciva a capire cosa gli mancava, ma sapeva che era molto importante, e lei lo aveva perso. Le ho spiegato che stava succedendo, ma ho anche riflettuto che era controproducente che fosse così macchinoso trovare certe informazioni. O devi diventare esperto tu in pratica, e leggerti montagne di materiale, o devi pellegrinare a cercare un ricercatore o appassionato sperando di trovarne uno disponibile a risponderti. Qui era successo semplicemente che la notte si era vista presentare dagli alieni un piccolo ibrido per poi vederselo portare via, al risveglio non lo ricordava, ma emotivamente lo sentiva che le era stato sottratto qualcosa di importante, e lo cercava. Le conosciamo dagli anni '80 queste dinamiche, il primo a parlarne fu Budd Hopkins. L'ho detto all'addotta, e lei si è ricordata che effettivamente aveva avuto un sogno strano sulla faccenda la notte prima. Le ho spiegato allora anche le teorie dei ricercatori sulla creazione degli ibridi (che differiscono leggermente tra loro e preferisco riportarle sempre tutte in questi casi. Prediligo tenere l'atteggiamento che aveva la Karla Turner se non c'è un accordo totale: massima prudenza nel trarre conclusioni, meglio fornire i dati), compreso assicurarle che su queste cose gli alieni ci marciano molto, per tenersi le persone legate emotivamente e garantirsi che sperando di rivedere il piccolo tornino con loro la prossima volta, e non si liberino. Il punto 37 dei “sintomi”, sull'indice, si intitola: “Cercare qualcosa per casa senza sapere cosa/sensazione di aver perso qualcosa di importantissimo/cercare il bambino perduto”, e dice precisamente che dissi a questa ragazza.


Dicevi alcune informazioni si trovano male. Come mai?

Uno dei problemi è che qui purtroppo degli esperti esteri è tradotto pochissimo, ad esempio di David Jacobs che è considerato il ricercatore vivente più famoso al mondo non abbiamo incredibilmente nemmeno un libro in italiano. Il Professore di Storia degli UFO (ormai è in pensione, ha 75 anni) studia il fenomeno da 50 anni, fu molto amico fin da giovane di Budd Hopkins, per anni si sentirono ogni giorno, ed alcune ricerche le fecero insieme. Ha creato libri dove il progetto alieno viene esposto molto dettagliatamente, in cui parla dei metodi di indagine, di ricerca storica, mitologica, psicologica sul fenomeno... Di Hopkins proprio c'è tradotto 1 solo libro, come della Turner... Io per passione personale me le vado a vedere queste cose e poi le riporto quando me le chiedono. Ovviamente ne abbiamo anche italiani di bravi, ho preso anche alcune cose dagli studi di Corrado Malanga, ma ho sempre pensato che sentire più voci di sicuro arricchisce la comprensione del fenomeno, e poi che un ricercatore abbia preso un granchio non si può umanamente escludere, meglio sentire più campane e comparare i dati. Anche se le divergenze toccano altri argomenti premetto, sui fatti da cui si riconosce un addotto c'è un grosso accordo, quindi ho potuto fare un testo molto unitario. Siamo sicuri: i segni e le vicissitudini che caratterizzano la vita di un rapito son quelle che ho scritto nella mia ricerca.


Parlaci di come è strutturato il libro

Accorpa materiale di ricercatori sulle adduzioni seri, molto conosciuti, e lo presenta raccontato da me in modo da renderne la consultazione più semplice possibile. Si parte da zero, per dare le basi a chi non ne sa assolutamente nulla. Inizia con un quadro generale sui rapimenti alieni, rispondendo alle domande più significative sull'argomento, e poi elenca 100 “sintomi” (esperienze, segni) tra i più comuni negli addotti. Sono tutti messi col loro titolo, quindi volendo ridurre al massimo i tempi uno li cerca sull'indice tipo manuale e ne legge che ne dicono gli esperti (ma se non se ne sa nulla del fenomeno meglio leggersi almeno il primo capitolo anche). Ad esempio il punto 43: Sentirsi speciali/scelti per un compito importantissimo, 70: Ricordarsi fortissime luci/avere la sensazione che il proprio corpo sia pervaso di luce, 78: Trovarsi in mente pensieri alieni sugli esseri umani. Ho esposto i fattori su cui si trova meno materiale (son questi in genere che fanno impazzire la gente a cercarli es. Ma durante una gravidanza aliena il ciclo scompare per forza? Ma la cicatrice tonda sullo stinco è possibile a me l'abbiano fatta invece su un braccio?), ma ho spiegato approfonditamente anche quelli più conosciuti: es n.1 Vedere alieni/altre entità, n.2: Avere sogni a contenuti adduttivi, n.10: Sindrome post traumatica da abduction. In quest'ultimo, per farvi capire come ho lavorato, ho esposto l'analisi di John Mack sui 4 livelli di traumaticità dell'esperienza di abduction, che sintomi ne derivano sugli addotti, e poi ho spiegato come se ne esce: che in America si trovano Psicologi che sanno trattarla, qui purtroppo molto meno, ma che liberandosi ogni sintomo cala e sparisce... E sotto in corsivo racconti di rapiti che ce l'hanno avuta. Ad ogni punto seguono testimonianze dirette che riguardano quell'argomento. Queste sono importanti per far capire bene al soggetto che non è l'unico al mondo ad aver vissuto certe cose. Ho cercato anche di dare un po' di supporto morale strada facendo: so benissimo che in alcuni casi chi è addotto se la passa proprio male. Per la stessa ragione il libro non contiene immagini che possano scatenare angoscia in chi le guarda (n.23 Paura delle fisionomie aliene riprodotte/disegnate/nei film), e se sono stata costretta ad una copertina a tema, dentro il retro copertina contiene una immagine rilassante.Naturalmente ogni informazione riporta chi è il ricercatore che ne ha parlato (chiaramente citati con nome e cognome, es. “Budd Hopkins sosteneva che è molto raro imbattersi in chi ha conseguenze fisiche dall'aver visto un UFO che non sia il rapito stesso”, “Corrado Malanga afferma che le copie possano essere usate per sostituire l'addotto quando il rapimento si protrae per periodi lunghi che farebbero notare l'assenza di questo sulla Terra a chi gli sta intorno”, “David Jacobs valuta che solo dal'1 al 5% degli addotti abbiano ricordi di interazioni con gli alieni avendoli riconosciuti come tali”, e poi ogni singolo testo da cui ho preso anche solo una informazione citato in bibliografia). Dove ho fatto considerazioni mie l'ho detto espressamente. Ad esempio sono personali le indicazioni su come aiutare un addotto che torna da un rapimento molto scosso (es. non stategli addosso che i grigi gli son appena stati con le teste a pochi cm e se lo fate lo spaventate, poca gente intorno, meglio solo 1, non puntategli luci, parlate a bassa voce, fatelo riposare ecc.). Per alcuni punti invece non ho messo nomi perché si trattava di fattori così comuni riguardo ai rapiti che non potevo imputarli a qualcuno, ad esempio, il punto 93:Avere ricordi di vite passate/future. Che gli addotti ne abbiano è talmente comunque che ne parlano profusamente tutti...


Sei una grande appassionata dell'argomento quindi?!

Sì, già lo ero, ma sopratutto mi sono trovata a studiare le adduzioni in maniera ancora più approfondita per la mia tesi di laurea, che appunto verteva sugli addotti. Già lì avevo iniziato a tradurre libri di esperti esteri ed a vedere molti video... Dopo la tesi ho continuato. Su youtube sono state messe conferenze anche di decenni fa di studiosi del fenomeno che ormai purtroppo sono scomparsi, sono in inglese ma con un po' di buona volontà si capiscono. Nel frattempo raccoglievo ulteriori testimonianze di addotti e di ex addotti conservandomele (già la mia tesi ne conteneva parecchie). Ho accumulato un sacco di informazioni spicce, di dati diversi, e di teorie che cercavano di spiegarli, anche se come già detto sui “sintomi” c'è un generale accordo tra gli esperti. Ad esempio per spiegare le conseguenze psicologiche ho utilizzato gli studi di John Mack, che era Professore di Psichiatria ad Harvard, ed il suo mestiere lo sapeva fare molto bene: l'analisi migliore su che prova un addotto quando lo rapiscono, i traumi che si creano, e come si modifica la visione della realtà, è sua secondo me. John Mack diceva anche che gli alieni agivano per farci evolvere, cosa che gli altri autori che ho citato davvero non credono e nemmeno io, ma penso che nessuno dei colleghi smentirebbe comunque le sue considerazioni psicologiche sui rapiti. La faccenda dell'alzarsi e cercare qualcosa la mattina l'avevo letta sui libri della Turner, idem: non mi aspetto che qualcuno degli altri obbietterebbe che non è vero. Insomma il libro procede così, ho cercato di prendere il meglio da ognuno, mettendo insieme le informazioni valutate buone all'unanimità circa che segni identificano un addotto e quali esperienze ne caratterizzano la vita.


Gli alieni in questo testo sono visti come buoni o cattivi?

La descrizione degli alieni che ho messo è quella del Professor David Jacobs. Esseri razionali, privi di ogni remora etica legata al concetto di giusto o sbagliato, ligi al dovere ed a obbedire ai superiori, che vivono in società gerarchiche, non interessati agli intrattenimenti, ad avere hobby, ai giochi, o all'arte, intenti a realizzare un loro scopo attraverso le adduzioni. Vedi te se si può dire che si fanno solo gli affari loro usandoci, in maniera molto neutra, o che sono grandissimi X (un termine a caso che userebbe un addotto che torna da un rapimento malconcio...). Di sicuro non si tratta di demoni o esseri sovrannaturali, su questo siamo sicuri. Sono creature che hanno un fine a cui arrivare e per giungerlo gli occorre fare questo agli umani, e procedono senza remore etiche. Che poi farei notare che non si comportano diversamente da come han fatto gli europei con le tribù native americane ad esempio eh... Compreso dirgli ciò che serve per tenerseli buoni, mentendo. La differenza penso personalmente risieda nel fatto che un uomo, per quanto si comporti male, mettiamo coi pellerossa, magari ama qualcuno, la mamma che ne so, il cane... Gli alieni non provano affetto o amore. Non sono nemmeno esseri individualisti, la telepatia tende a non concedere privacy e modifica anche lo sviluppo dei sensi e dei ruoli sociali rispetto ai nostri, sempre secondo il Professore.


Che diresti agli scettici che diranno che questo libro è un accumulo di assurdità?

Che non me ne frega assolutamente nulla: io il libro non l'ho scritto né per convincere qualcuno né per loro. Non è uno studio sulla prove scientifiche dei rapimenti alieni, che nemmeno saprei fare avendo una laurea umanistica e non scientifica, per quello a fine libro rimando ad altri autori, come il Dottor Roger Leir. Io ho raccontato che si trovano a vivere gli addotti secondo gli esperti di abduction, ed è un libro creato espressamente per chi già avrebbe cercato in questo settore: per chi vuole capire che è accaduto nella propria vita e lo sa che è addotto, o per gli ex addotti ormai liberi che hanno il tarlo di che può essere successo in un avvenimento passato che non capiscono ancora, per chi non si pensa addotto ma vuole controllare che dice la ricerca sulle abduction di una possibile cosa strana che gli è accaduta a lui o ad un proprio amico, e per i semplici curiosi che vogliono farsi a diverso titolo una cultura sull'argomento. Ad esempio è di sicuro molto interessante dal punto di vista sociologico per la mole di esperienze di addotti ed ex addotti che riporta, o per gli psicologi che vorrebbero capirne di più per aiutare pazienti addotti. Se poi ci fosse qualche artista che vuole sapere che dicono le teorie dei maggiori esperti mondiali sull'abduction perché vuole scrivere un romanzo o una scenografia o fare un quadro ispirato agli avvenimenti reali, può prenderlo. Stop. Le adduzioni sono un campo interdisciplinare, diciamo così, mi pare ovvio che vi rimandi per le prove scientifiche a quelle documentate da Medici, Chimici e Scienziati vari, a fine libro io vi ho indicato dove trovarle.


A questo proposito il testo si chiude con indicazioni per reperire materiale un diversi argomenti collegati alle adduzioni.

Sì ho segnalato espressamente dove cercare per approfondire tutto. Per ogni autore di cui ho utilizzato gli studi ho indicato i testi sulle adduzioni che ha scritto, una breve descrizione di che contengono, e consigli su come reperirli se ce ne era bisogno (alcuni son così vecchi che resta solo la strada dell'usato o le biblioteche, altri sono solo in inglese, ma agevolmente arrivano da Amazon ad esempio), il sito ufficiale di ognuno ed una conferenza significativa. Poi come reperire materiale su alcuni temi trattati o affini, come le prove dei rapimenti alieni appunto; ho messo anche consigli su che libri leggere per gli Psicologi che vogliono dare una mano (Es. consultate il Varieties of Anomalous Experience: Examining the Scientific Evidence dell' American Psychological Association che vi chiarisce le idee sul se gli addotti hanno tutti psicopatologie per forza o no. Ho indicato 2 buoni libri per aiutare in caso di dislessia, che è molto comune tra i rapiti: uno che mira a correggerla ed uno per compensarla con strumenti esterni, poi dove trovare i test per valutare se si è addotti, un forum per chiacchierare di questi argomenti... C'è tutto per orizzontarsi anche per chi parte da zero, e per sapere come approfondire al massimo volendolo.


A chi è dedicato questo libro?

La dedica sulla prima pagina è “A tutti gli addotti, con l'augurio di risolvere presto il loro problema, ed a tutti gli operatori del settore, che con coraggio hanno portato avanti la ricerca sui rapimenti alieni.”. Il “con coraggio” non indica quello che ci è voluto per sentire ogni giorno o quasi racconti così carichi emotivamente, ma quante critiche hanno dovuto subire per aver scelto di operare in questo settore. David Jacobs lo dice proprio chiaramente che occuparsi di addotti non aiuta mai nella propria vita personale e lavorativa. Riguardo a me,ho già deciso che questo libro serviva a qualcuno piùdi quanta considerazione do a certe critiche... Che pur di sicuro non mancheranno. Buona lettura!

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I 100 "sintomi"
dei rapimenti alieni
I 100 "sintomi"
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